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Bambole dei tempi moderni

  • By Viviana
  • September 7, 2023 - 5 min read
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Mi piace molto il monologo di Gloria, la mamma del film Barbie, uscito quest’estate 2023 per la gioia di chi come me vive ancora con la voglia di giocare in un mondo utopico.

Eccolo qua in una versione tradotta :

Dobbiamo essere straordinarie, ma in qualche modo… noi sbagliamo sempre ogni cosa.

Devi essere magra ma non troppo magra.

Non puoi mai dire che vuoi essere magra, devi dire che vuoi essere sana ma devi comunque essere magra.

Devi avere soldi ma non puoi chiedere soldi perché è volgare.

Devi essere un capo ma non puoi essere cattiva.

Devi comandare ma non puoi schiacciare le idee degli altri.

Devi adorare essere una madre ma non parlare dei tuoi figli tutto il tempo.

Devi essere una donna in carriera ma anche prenderti cura delle altre persone.

Devi rispondere dei cattivi comportamenti degli uomini, il che è allucinante, ma se lo fai notare vieni accusata di lamentarti.

Devi rimanere bella per gli uomini ma non così bella da tentarli troppo o da minacciare le altre donne, perché ci si aspetta che tu sia parte della sorellanza pur facendoti notare.

E sii sempre grata ma non dimenticare che il sistema è truccato, quindi trova il modo di riconoscerlo ma rimanendo pur sempre grata.

Non devi mai invecchiare, mai essere scortese, mai darti le arie, mai essere egoista, mai cadere, mai fallire, mai mostrare paura, mai essere sopra le righe.

È troppo difficile, è troppo contraddittorio e nessuno ti da una medaglia o ti dice “grazie!”, anzi alla fine viene fuori che non solo sbagli totalmente ma che è anche tutta colpa tua.

Sono così stanca di vedere me stessa e ogni singola altra donna fare i salti mortali tutti i giorni per riuscire a piacere agli altri.

E se tutto questo vale anche per una bambola che rappresenta una donna allora io non so più che dire…


e questo articolo non vuole essere una recensione cinematografica ma piuttosto una riflessione su alcuni punti che ha catturato la mia attenzione e scatenato nella nostra famiglia una serie di discussioni interessanti.

Questo articolo non vuole essere una recensione cinematografica ma piuttosto una riflessione su alcuni punti che hanno catturato la mia attenzione e scatenato nella nostra famiglia una serie di discussioni interessanti, in quanto questo testo è andato a mettere il dito sulle diversità di approccio alla vita degli uomini e delle donne.

Nel vortice quotidiano di pensieri che ci attraversano la mente, spesso ci troviamo a interrogarci su chi siamo, sulle nostre azioni e sulle decisioni che prendiamo. È come se ogni giorno, dovessimo fare i conti con una marea inestinguibile di dubbi, un incessante confronto con noi stessi, con l’immagine che gli altri hanno di noi e quella che noi abbiamo di fronte allo specchio.

Dopo una lunga conversazione con mio marito e facendo un’analisi approfondita su questo intricato labirinto di pensieri, abbiamo scoperto che le fondamenta dei nostri approcci di vita differiscono in modo significativo. Per lui, al centro di ogni pensiero e decisione si trova principalmente il suo benessere personale, mentre per me, è il benessere degli altri a guidare gran parte delle mie azioni.

Questa constatazione potrebbe sembrare banale, quasi una verità già sentita. Tuttavia, la sua semplicità non deve trarre in inganno, poiché in essa risiede una profonda comprensione di come percepiamo il mondo che ci circonda.

Per approfondire questa riflessione, mi sono imbattuta in esperienze concrete che hanno messo in luce la differenza tra il mio orientamento verso il benessere degli altri e l’approccio centrato sul benessere personale di mio marito. Un esempio pratico delle nostre differenze si manifesta nella gestione del tempo per l’attività fisica. Mio marito segue diligentemente una routine sportiva ben strutturata e s’impegna per farla. Al contrario, mi ritrovo spesso a posticipare il mio benessere, immersa nella gestione della casa, a preparare il pranzo per i ragazzi, a garantire che tutto sia in ordine e che la routine quotidiana proceda senza intoppi. Solo dopo aver messo a posto il mondo intorno a me, riesco a trovare il tempo per concentrarmi su me stessa. In realtà, la maggiorparte di questi pensieri non sono solo superflui ma addirittura deleteri. Un momento di relax personale non solo non influisce negativamente sul lavoro o sulla gestione familiare, ma migliora il mio umore generale. Una madre tranquilla e felice rappresenta un vantaggio per tutta la famiglia, contribuendo a un ambiente più positivo per i ragazzi. Questo principio si estende anche al lavoro, dove una collaboratrice serena e in equilibrio può contribuire a un clima più armonioso e produttivo con i colleghi.

Questa diversità di approccio ha suscitato in me una serie di interrogativi sulla natura stessa della felicità e del benessere. Mi sono resa conto di quanto sia importante essere consapevoli delle nostre motivazioni e di come questa consapevolezza possa plasmare il nostro percorso di vita.

La chiave di questa riflessione non è solo comprendere noi stessi, ma anche riconoscere e rispettare le differenze negli altri. In un mondo che spesso premia l’individualismo, trovare equilibrio tra il benessere personale e quello degli altri diventa una danza delicata, un’arte che richiede consapevolezza e rispetto reciproco.

Invito chi legge a porsi delle domande simili. Vi riconoscete di più nell’approccio centrato sul benessere personale o in quello orientato al benessere degli altri? Quali esperienze hanno guidato la vostra consapevolezza?

In definitiva, questo viaggio di riflessione mi ha insegnato che la consapevolezza è la chiave per una vita più significativa e relazioni più appaganti. Siamo tutti viaggiatori in questo intricato percorso della vita, e la bellezza risiede nella diversità dei nostri passi.

@Viviana
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